Natale 2018: a casa tua non solo i classici addobbi

Natale 2018: a casa tua non solo i classici addobbi

L’albero di Natale è già pronto, la casa è già addobbata… ma ogni anno è sempre uguale! Perchè? Perchè abbiamo la tendenza, in questo mese all’anno, a decorare la casa sempre nella stessa maniera. Per una volta, proviamo a cambiare qualcosa: a Natale, non ci sono solo i classici addobbi!

Il Natale 2018 a casa tua: le luci

Le luci sono una delle cose che fa più Natale. Ne esistono di colorate e di bianche in due varianti: bianco freddo e bianco caldo. Il primo, che ha una tonalità leggermente azzurrina, più fredda appunto sta bene con i colori come il bianco, l’argento e il blu. Il secondo è un po’ più giallo ed è perfetto invece con l’oro, il rosso, il verde. Tenete presente queste sfumature quando decidete quali acquistare per il vostro albero di Natale! Inoltre, oltre alle classiche lucine, vi suggerisco di valutare anche i fili di luci led, che potete appoggiare sulle mensole, avvolgere all’interno di cupole trasparenti o sugli angoli bui della vostra casa.

Fonte Pinterest da Stone Gable

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Cos’è la formaldeide? Conveniente, sì…ma quanti rischi!

Senza formaldeide

Formaldeide: sai di cosa si tratta?

Molte industrie purtroppo continuano a produrre mobili in formaldeide nonostante questa sia stata da tempo bandita dalla CE.

Oggi affronteremo insieme il problema, cercando di capire come fare attenzione a non acquistare elementi d’arredo con questa componente dannosissima.

Truciolare: contiene un alto tasso di formaldeide

Truciolare: contiene un alto tasso di formaldeide

Una prima domanda sorge spontanea: come mai le industrie e i mobilifici continuano a produrre armadi, sedie, tavoli in formaldeide pur trattandosi di un materiale così pericoloso? Beh, ovvio: perché costa pochissimo! Ancora una volta si ha a che fare con la furbizia dei venditori che, approfittando del momento di crisi e del prezzo sul mercato di questo componente, costruiscono mobili pessimi ma di una convenienza incredibile agli occhi dell’ingenuo acquirente.


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I cosiddetti mobili low cost venduti dai grandi magazzini costano pochissimo, sbaragliano facilmente la concorrenza e soprattutto permettono di arredare un appartamento con il minimo necessario.
Fin qui tutto bene. La questione da non trascurare è un’altra: la formaldeide è un gas pericolosissimo, incolore e irritante per le vie respiratorie. Quando acquisti un mobile, richiedi sempre la certificazione per assicurarti della garanzia di livelli di formaldeide non rischiosi, ovvero la dicitura “Der Blaue Engel” che è appunto una garanzia di atossicità.

Simbolo garanzia di atossicità

Simbolo garanzia di atossicità

Una volta comprato un mobile in formaldeide, per evitare l’inquinamento, assicurati di lasciarlo sul tuo terrazzo o in giardino per circa 15-20 giorni, in modo da effettuare una sorta di decontaminazione e da stare più sicuro nel momento in cui lo riposizionerai all’interno della tua casa.
Ovviamente ci sono delle importanti accortezze che potrebbero aiutarti a contrastare il pericolo di mobili con formaldeide: ecco alcuni consigli che mi sento di darti.
– In camera da letto e nei locali più frequentati della casa, evita di collocare mobili in compensato o truciolare e scegli piuttosto il legno massello (preferibilmente in classe FF, ossia senza formaldeide); spenderai di più ma sarà sicuramente una scelta più salutare;
– Usa piante che aiutino a neutralizzare gli effetti della formaldeide, come la felce di Boston o la dracena;
– Infine, se preferisci risparmiare sui mobili e comprare quelli in formaldeide, valuta per il tuo appartamento l’installazione di un sistema di ventilazione meccanica controllata: non solo risparmierai sull’energia ma controllerai l’inquinamento dell’aria interna.

Quindi, quando acquisti ad un prezzo stracciato i tuoi mobili (ma questo vale per qualsiasi cosa!) chiediti sempre perchè li stai pagando così poco e, soprattutto, chiedi certificati di garanzia che attestino che non stai comprando un prodotto nocivo e dannoso per te e per chi ti sta intorno.

Meglio spendere qualcosa in più ed essere certi della qualità piuttosto che rischiare per la propria salute.


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Decorazioni pasquali: cinque idee per trasformare le uova in…

Pasqua è alle porte: come decorerai la tua tavola domani?

Gli appassionati di design non trascurano mai le ricorrenze: non fatevi trovare impreparati sulle decorazioni pasquali.

Decorare gli ambienti della propria casa è un momento di grande divertimento oltre che di creatività. Potrai sbizzarrirti con la fantasia e l’originalità per stupire i tuoi ospiti al pranzo di domani. Ricorda: la maggior parte degli elementi a tua disposizione, essendo Pasqua, saranno materiali naturali. Qui le cose si complicano un po’. Vediamo qualche simpatica idea insieme.

Quali sono i primi oggetti che ti vengono in mente quando pensi alla Pasqua? Sicuramente le uova.

Infatti esistono tanti diversi modi per decorarle o per utilizzarle come contenitori.

Una prima tradizionale decorazione pasquale è il classico uovo dipinto usando i colori e i motivi che più preferisci. Fantasie floreali, motivi geometrici, disegni stilizzati: realizza il disegno con una matita direttamente sul guscio dell’uovo e infine riempi gli spazi con le tempere o con gli acrilici. Alla fine potrai raccogliere le tue uova in centrotavola molto particolari, completando il tutto con qualche foglia d’erba o pagliericcio:

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Decoupage

Per gli appassionati di decoupage, scegliete dei disegni da ritagliare, delle immagini che vi piacciono particolarmente o che hanno un significato per voi e incollatele sulle uova.

State attenti a non mischiare troppi colori: scegliete sempre tre tinte di riferimento e cercate di adeguare la decorazione ad esse.

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Un’idea davvero originale è quella di comporre dei centrotavola o dei segnaposto con delle uova realizzate esclusivamente con fili colorati.

In questo caso potrete utilizzare dei palloncini, gonfiandoli della giusta misura (quindi non troppo!).

Scegliete il filo che preferite e immergetelo nella colla vinilica, facendo attenzione a non alterare troppo il colore.

Infine arrotolate il filo intorno al palloncino, lasciando uno spazio un po’ più largo alla base, e lasciate che la colla del filo si secchi sulla superficie del palloncino stesso.

Una volta attaccata per bene, servitevi di un ago e bucate il palloncino interno, facendolo uscire dallo spazio lasciato alla base.

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Tra tutte le decorazioni pasquali, le più originali sono quelle che rielaborano completamente il solito concetto di uovo e lo trasformano in un vaso, in un portacandele, in un contenitore molto particolare.

Per fare ciò dovete munirvi di uova e rompere attentamente i gusci alla metà, in modo da non ridurli in mille pezzettini:

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Una volta fatto ciò, potrete riempirli o con della cera, creando delle candele colorate o con del muschio, del terriccio e dei fiori:

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Ora potrai scegliere tu quali decorazioni pasquali realizzare per la tua tavolata. Design è anche cura del particolare, non soltanto in un progetto ma anche nel quotidiano fai-da-te.

Non ci resta che augurarvi buon divertimento e, ovviamente, buona Pasqua!

Soggiorno piccolo? Trasformalo con questi semplici trucchi

Come arrederesti un soggiorno piccolo?

Prima di rispondere, ecco pronti per te dei piccoli trucchi che lo faranno risultare molto più grande.

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Innanzitutto i colori. Se il tuo soggiorno non può puntare sulla grandezza dovrà sicuramente mirare ad usare le giuste tinte. Quali sono le consigliate? Naturalmente quelle più chiare. Le tinte più delicate infatti renderanno lo spazio più ampio rispetto a ciò che sembra nella realtà.

Se siete amanti degli elementi d’arredo, fate attenzione a non caricare troppo l’ambiente: scegliete pochi mobili e soprattutto multifunzionali. Optate per i salva spazio: sono comodissimi e dal design sempre più moderno. Se l’arredamento ve lo permette, potrete anche mettere un contenitore al di sotto del vostro divano: in questo modo sfrutterete tutto lo spazio a disposizione. Prediligete i materiali leggeri come la plastica e il vetro e giocate con le trasparenze.

Siate maniaci dell’ordine: in un ambiente piccolo non potete concedervi il lusso di essere disordinati. Non lasciate oggetti fuori posto, come le riviste, e abbiate un occhio di riguardo per i pochi mobili del soggiorno.
In un soggiorno piccolo uno dei trucchetti per ottenere maggiore ampiezza e luminosità è eliminare la porta lasciando solo l’arco. Tuttavia, non è detto che dobbiate rinunciare ad un ambiente chiuso e isolato: potete sempre scegliere una porta scorrevole che risolverà tutti i problemi.

Sempre per risparmiare spazio, scegliete dei caloriferi verticali e tubolari che, oltre a garantirvi maggiore ariosità, potranno anche essere colorati della stessa tinta delle pareti, così da nasconderli e renderli quanto meno visibili possibile.

Fate attenzione alla scelta delle tende o del copridivano: infatti anche in questo caso sarebbe meglio preferire colori chiari. Per i tappeti vi consiglio di osare anche con uno in corda.

Infine, un accorgimento famosissimo ma che in molti dimenticano, comprate uno specchio. Sarebbe preferibile che fosse grande e che si estenda in altezza: la profondità aumenterà moltissimo e, insieme ad essa, la luminosità.

Ricordate, quando il vostro soggiorno è un ambiente ristretto la parola d’ordine dovrà essere “essenzialità”.

Piano cottura ad induzione: tutti i vantaggi che non conoscevi

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Come ogni domenica, la protagonista della tua casa è sicuramente la cucina.

Oggi ci occuperemo di un particolare tipo di piano cottura.

Sempre più di frequente i clienti mi chiedono maggiori dettagli sui piani cottura ad induzione. Che dire, il successo di questa nuova modalità di cucinare è andato man mano crescendo ma c’è chi continua ad essere scettico sui vantaggi e sulla funzionalità di questo metodo.

Innanzitutto, come funziona un piano cottura ad induzione?

Il suo principio di funzionamento è molto differente da quello elettrico, e questo fa sempre dubitare. In pratica, al di sotto del piano cottura in vetroceramica vengono poste delle bobine che generano un campo magnetico; questo campo viene trasferito direttamente alla tua pentola, convertendosi in calore.

Sfatiamo prima di tutto questo grande dubbio: consumerai di più o no?

Ebbene, devi sapere che con questo metodo la dispersione di energia è talmente bassa da risultare vana perché il rendimento di un piano cottura ad induzione è pari al 92%. Questo vuol dire che quando cucinerai la pasta, l’acqua impiegherà molto meno tempo per bollire, circa soli 3 minuti, e la tua famiglia dovrà aspettare molto meno per saziarsi.
Per quanto mi riguarda, in genere consiglio questa tipologia di piani cottura non soltanto per questioni di velocità.

L’induzione ha molti altri vantaggi importanti che la portano a prevalere sui soliti modelli elettrici. Vediamoli insieme.

fornelliQuante volte dopo aver cucinato ti ritrovi a togliere con difficoltà gli schizzi d’olio e di sugo che si nascondono tra i rilievi dei fornelli? Ecco, con un piano cottura ad induzione ti basterà una lieve passata di spugna e tutto brillerà: infatti, la superficie è completamente piana e liscia. Inoltre, proprio per questo stesso motivo, si elimina il rischio che le tue pentole e padelle si rovescino.

L’induzione è alimentata da corrente elettrica: dato da non sottovalutare, poiché si riducono tutti i rischi legati al gas, come asfissie o perdite. D’altro canto, questo può essere anche motivo d’obiezione: “Se va via la corrente, come faccio a cucinare?”; però, ti renderai anche conto del fatto che qualora accadesse una cosa del genere, il problema primario non sarà certo metterti ai fornelli. Prima penserai a come riavere corrente e poi, se la cosa va per le lunghe, ti converrà optare per un’insalata.
Scherzi a parte, anche in questo caso abbiamo a che fare con un vantaggio.

neff2 piano freddo3L’unica pecca che mi viene in mente è quella del pentolame: per i piani cottura ad induzione dovrai usare delle pentole specifiche, dotate di un riconoscimento automatico che fa attivare il meccanismo solo in presenza di un fondo magnetico ferroso (che è la parte che viene riscaldata). Pensala così: una volta acquistate queste, il gioco è fatto. Se lascerai per sbaglio un piatto sui fornelli non correrai il rischio di scottarti quando lo prenderai.

Alla luce di tutto questo, la tua bolletta sicuramente sarà più bassa poiché come avrai capito i consumi saranno molto ridotti.

A tutti quelli che mi dicono: “Sicuramente risparmierò ma il costo del piano cottura ad induzione è maggiore rispetto a quello a gas”, rispondo così: quando scegliete un armadio preferite comprarne uno meno costoso ma di materiale più scadente, che sicuramente di lì a poco dovrete sostituire a causa dell’usura, oppure uno un po’ più costoso ma di qualità migliore, che non sarete costretti a cambiare? Non stiamo parlando di esorbitanti differenze di prezzo; avrete semplicemente una cucina di qualità che vi garantirà un risultato più duraturo nel tempo insieme ad un consumo molto minore.

Questo il mio consiglio; a voi la scelta, come sempre.

Vuoi vendere casa? Scopri l’Home Stager con Studio61

Oggi vi parlerò di una nuova tendenza che sta prendendo piede in Italia ma che ha già avuto modo di affermarsi in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Di cosa si tratta? Dell’Home staging.
Sicuramente avrete notato in televisione quei programmi americani basati sulla ristrutturazione di case, in cui degli esperti venditori preparano le abitazioni nel modo più adatto possibile, in vista di una vendita. Questo è un vero e proprio servizio personalizzato che consiste nel rendere impeccabile una casa, mettendo in risalto i suoi punti forza e migliorando gli aspetti negativi che potrebbero far tentennare l’ipotetico acquirente.
Una caratteristica fondamentale dell’home stager è infatti proprio questa: il fiuto. Sa individuare subito i punti di forza: luminosità, ampiezza, affaccio e disposizione delle stanze. Ma non finisce qui. L’Home stager li valorizza con rimedi poco costosi e molto semplici. Come? Riposizionando mobili, eliminando oggetti superflui che potrebbero distrarre il visitatore, riorganizzare gli ambienti con criterio e stile, aggiungendo magari un decisivo tocco di colore. In poche parole, gli ingredienti perfetti per trasformare la tua casa come tu stesso non l’hai mai vista.
Spesso l’aggiunta di uno specchio, di un elemento d’arredo o di una semplice tenda possono contribuire al miglioramento della tua casa e a farla vendere con più velocità e al prezzo giusto di mercato.

Il superfluo non deve mai prendere il sopravvento nella tua casa: l’essenziale è sempre più apprezzato. La chiarezza vince sul disordine, l’equilibrio sul caotico.

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Tuttavia, potresti dirmi: “Quindi l’obiettivo di un Home Stager è solo nascondere i difetti per accelerare i processi di vendita?”. Non è affatto così: lo scopo primario è ricreare la casa in vendita e renderla accattivante e attraente come una vetrina. L’arredo sarà disposto in modo impeccabile a seguito di una pulizia affondo della casa; è importante spersonalizzare gli ambienti: rimuovere foto, poster, calamite, qualsiasi oggetto che possa ricondurre al proprietario. L’Home Stager potrà anche procedere con alcune riparazioni, o ridipingere. Piccoli interventi, questi, studiati alla perfezione: l’improvvisazione non garantisce certo risultati e, in questi casi, la prima impressione può essere determinante.
Ed è a proposito di risultati che l’Home staging trionfa: basti pensare che, grazie a questo intervento, negli Usa gli immobili vengono venduti entro 30 giorni dalla messa in vendita e ad una cifra superiore rispetto al prezzo di domanda. Ci stai già pensando, eh?!

Mille dubbi per ristrutturare casa? Ecco i consigli dell’Interior Designer

Il design è a portata di tutti ma non è per tutti.

domandeQuando mi trovo a dover progettare nuovi arredamenti cerco sempre di accontentare i miei clienti preservando i loro gusti.

Molte volte mi capita di ascoltare mille idee diverse e noto che spesso il cliente cade in confusione, perché in realtà deve tener conto di troppi pareri e suggerimenti che, piuttosto che raggiungere un risultato ottimale, lo distraggono e lo portano all’ inutile impresa di metter d’accordo tutti quelli che gli stanno intorno.

Se sei capitato su questo blog vuol dire che, in un modo o nell’altro, ti incuriosisce il mondo del design o forse cerchi qualche ispirazione o suggerimento per ristrutturare la tua abitazione.

Allora quello che mi sento di dirti, in primo luogo, è proprio questo: ricordati che qualsiasi decisione presa è un’opportunità, non un problema.
Pensare a cosa vedresti al posto della tua vecchia cucina o del divano ormai datato, dev’essere un passatempo stimolante che solo con l’aiuto di un esperto può condurti verso il cambiamento.
Lascia perdere amici, suocere\i, tuttologhi e conoscenti: fidati di te stesso.

Se rinnovare casa è sinonimo di sbuffare e litigare per le decisioni da prendere, beh, siamo fuori strada:

in ogni abitazione deve regnare la stessa serenità attraverso la quale dev’essere concepito il suo stesso progetto.
Altro aspetto importante: non è detto che ciò che è di tendenza debba necessariamente piacerti.
La moda detta spesso le regole ma in genere ogni sei mesi si rinnova, ripensandosi e ricreandosi.

Certo è che tu non potrai cambiare la tua casa così costantemente.

Qui si sta parlando del tuo insindacabile giudizio e non lasciare che ti convincano a riporre un’idea nel cassetto solo perché “non è di tendenza”.
Non hai bisogno di pareri comuni, hai bisogno di un interior designer, di una persona che basi i suoi consigli non sul sentito dire ma sulla propria esperienza personale messa al tuo servizio.

Ti faccio un semplice esempio: se prediligi il bianco per i mobili o per le pareti spetterà a me dirti quali materiali potrebbero interessarti, i prezzi più convenienti con cui reperirli e con che modalità di montaggio realizzare il tuo ambiente ideale; sarò io a consigliarti cosa scartare e cosa prendere in considerazione, sulla base delle mie conoscenze, sempre nel rispetto della tua decisione finale.
Queste sono le brevi raccomandazioni che mi sento di farti per comprendere che il design è un mondo aperto a tutti ma, allo stesso modo, non tutti ne sono all’altezza, e che solo l’esperienza può essere sinonimo di garanzia.

Se stai arredando o ristrutturando casa, e vuoi goderti l’esperienza di un percorso studiato per ottenere un risultato che rispecchi perfettamente le tue esigenze, delegando il rischio ai professionisti di Studio61 compila adesso il form  qui sotto, rispondiamo sempre entro 24 ore

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Qual è il piano lavoro più adatto alla tua cucina di design?

Piano lavoro cucina in silestone

Per la tua cucina di design quale piano lavoro scegliere, dai materiali naturali come legno o pietra, alle resine, passando per l’acciaio: infinite le soluzioni per i piani lavoro da cucina. Ecco alcuni consigli per orientarsi meglio.

Legno, Corian, resina, laminato, acciaio, pietra: sono tante le possibilità per realizzare i piani di lavoro per la tua cucina. E poi ancora nelle finiture: laccata, lucida oppure opaca, bianco o nero, nei colori più sgargianti e brillanti, o nei caldi toni della sabbia e terra. E lo spessore? Ultra slim al di sotto di 0,5 centimetri per un effetto invisibile oppure piani molto spessi anche più di 10 centimetri, quasi a volerne sottolineare la loro matericità.
Il mio consiglio: dipende dal tuo gusto personale, dallo stile della casa, dalle esigenze pratiche di utilizzo e naturalmente dal budget a tua disposizione. Ogni materiale infatti ha le proprie caratteristiche e prestazioni.

Ecco una panoramica sui materiali che noi usiamo.

I piani in legno listellare, sono piani realizzati in lamelle di legno massiccio giuntati tra loro a incastro e incollati con adesivi resistenti all’umidità. Il legno esteticamente è il più apprezzato per quell’effetto rustico-intimo che crea. Un top in legno, con la variazione della temperatura, è soggetto a crescite e ritiri al mutare delle stagione a causa degli sbalzi climatici e alle macchie, soprattutto quelle lasciate da prodotti oleosi.

I piani impiallacciati sono realizzati con pannelli a base lignea, rivestiti con fogli di legno con diverse essenze, dal rovere chiaro e grigio, al rovere brown, teak, wengè o ebano con bordi in legno. Anche in questo caso, il materiale vivo può modificarsi nel tempo ed esige prodotti delicati per la pulizia, evitando detergenti chimici.

Sadun ha creato Oberflex, l’essenza del legno applicata sul laminato, unisce all’eleganza del legno la resistenza del laminato. Oltre alla versione monoblocco è possibile abbinare il legno all’acciaio, per un risultato duratura e adatto a ogni stile.

piano silestoneSempre sui prodotti naturali, ecco le pietre: marmo, granito, quarzo, silestone o okite quarzo più resina.
Il marmo è un materiale naturale, è soggetto a variazioni cromatiche sia di fondo che di venature o macchie anche all’interno della stessa lastra. Inoltre i marmi, resistenti alla compressione, possono essere rigati facilmente. Il marmo non assorbe i liquidi e se non trattati con i giusti prodotti protettivi sono sensibili agli acidi alimentari, come limone e aceto.
Più resistenti, in quanto costituiti prevalentemente da quarzo, i graniti non assorbono i liquidi, non si graffiano e sono esposti all’attacco degli acidi. E poi, dal punto di vista estetico, sono molto apprezzati per le tonalità scure e suggestive.

E per chi volesse ottenere l’effetto della roccia, ecco il piano in pietra: questo materiale di origine calcarea è molto resistente al calore basti pensare che vi si può appoggiare la pentola appena tolta dal fuoco e ed è facilmente pulibile con i saponi neutri o alcool denaturato. Essendo pietre naturali, difficilmente si trovano lastre identiche tra loro. Naturalmente tutti i piani di una singola cucina sono realizzati con una stessa lastra o con lastre dello stesso blocco, per diminuire sensibilmente le variazioni naturali del materiale. E oltre alla pietra naturale, c’è la variante artificiale per top senza imperfezioni e leggeri, levigati superficialmente e disponibili anche nelle finiture lucide.

Le quarziti non sono altro che composti da oltre il 90 per cento di quarzo naturale e il restante resine acriliche o pigmenti colorati, o da residui di altre pietre. Le quarziti sono facili da pulire, con detergenti domestici privi di candeggina non abrasivi.

I piani lavoro cucina in  quarzo hanno una buona resistenza fisico-meccanica: qualsiasi particella diversa non consiste un difetto ma una caratteristica intrinseca del materiale composito, un consiglio personale attenzione al extra bianco tende a macchiarsi con il vino rosso.

corianResistente, omogeneo, elegante il piano lavoro in Corian è la soluzione perfetta per cucine ricercate e moderne, da abbinare ad altri materiali come l’acciaio, il legno o il vetro. In Corian poi, possono essere realizzati non solo i top, ma anche i lavelli e i piani cottura, in un continuum “ad effetto”.  La superficie compatta e non porosa è durevole e facile da pulire con i comuni prodotti di pulizia domestica, molti danni dovuti a urti, calore o prodotti chimici possono essere riparati solitamente sul luogo ridando integralmente alla superficie il suo aspetto originale, regolare e igienico.
Il Cristalan invece è un materiale omogeneo in tutto il suo spessore e quindi sempre riparabile, mantiene la forma e offre un’ottima resistenza agli urti, al calore e alle più comuni sollecitazioni di origine biologica, chimica o meccanica. In più può eventuali segni superficiali, quali macchie o graffi possono essere eliminati tramite una spugnetta abrasiva. Neutro all’olfatto e al sapore, nonché biologicamente puro e idoneo al contatto con gli alimenti.
Ma è l’acciaio inox il “super materiale” il più igienico di tutti. Facile da lavare, comodo e pratico da usare sul top infatti puoi anche tagliare i cibi.
Il piano lavoro cucina in  laminato, come il Duropal, laminato decorativo ad alta pressione HPL, resistenti ai graffi e agli urti, ai raggi uv, ai prodotti chimici, al vapore e disponibile in una miriade di colori. Il Parapan è un materiale acrilico, massiccio, uniformemente colorato in tutto spessore planare e lucido su tutti i lati, riparabile, facile da pulire, atossico e riciclabile.
Infine c’è chi usa il vetro o la ceramica, ma solo come rivestimento: a dispetto delle credenze comuni il vetro non è il materiale più delicato, ma resiste bene alle pressioni e ai graffi, soggetto però ai raggi uv, agli aloni e alle macchie, la ceramica è facilmente lavabile e bella esteticamente.

Box doccia personalizzati: scegli la comodità e il moderno design

box doccia cristallo temperato

Un elemento centrale nell’arredamento del bagno è sicuramente la doccia.

Cosa sai sul tuo box doccia?

Box doccia in vetro trasparente

Box doccia in vetro trasparente

Ogni doccia è formata da tre componenti base: un piatto, una rubinetteria ed un box. Ovviamente anche in questo caso si può giocare con combinazioni di diversi materiali, misure e stili.
Un box doccia può essere formato da una o più ante; una volta stabilito questo, potrai anche scegliere le modalità d’apertura che preferisci: apertura a battente, ossia verso l’esterno (più sicura!), scorrevole (molto comoda anche questa) ed infine a libro (rivolta verso l’interno). L’accesso risulta comunque facilitato in tutti e tre i casi ma in base alle tue comodità ed abitudini saprai stabilire quale dei modelli inserire nel tuo bagno.
La domanda che sentiamo più frequentemente: “Come facciamo a prendere le misure giuste?”
Infatti, prima di acquistare qualsiasi cosa, è bene munirsi di metro e matita e annotare tutte le dimensioni con precisione: non siate mai frettolosi!
In genere, l’altezza ha una misura standard di 195/200 cm ma per proseguire con l’acquisto devi considerare che le dimensioni vanno calcolate solo dopo aver installato il piatto e rivestito la parete. Spesso quando compri un box doccia ti vengono richieste anche le misure interne: per calcolarle devi rilevare la distanza dal muro al primo appoggio utile sul bordo del piatto (attenzione, non all’interno!); al contrario, se servono solo quelle esterne, la distanza da tenere in considerazione è quella fino all’ultimo punto di appoggio sul bordo. Se scegli un piatto a filo pavimento, la misura da fissare è quella dello spazio totale occupato dal piatto.
In ogni caso, conviene sempre prima fornire al tuo rivenditore del box un dettagliato disegno tecnico del piatto installato.
“E una volta prese le misure, che materiale scegliamo?”
Uno dei materiali dalle migliori prestazioni per i box doccia è sicuramente il vetro: lo spessore ideale è di almeno 6 mm, con trattamento di tempra e anticalcare, particolarmente consigliato perché rende la superficie liscia senza trattenere le gocce d’acqua.
Curiosità: proprio riguardo alla sicurezza, che diventa sempre più importante quando si progetta e si arreda, dal 1 ottobre del 2007 tutte le cabine devono avere marchio CE e rispondere alle norme Uni Es Iso 12150 (che prevedono che il vetro sia sempre temperato termicamente) ed Uni En Iso 12543 (ossia un vetro stratificato e superficie in vetro stratificato di sicurezza).
Anche per il box doccia sono importanti i tuoi gusti. Vediamo insieme tre casi diversi:
Giulia per la sua casa ha scelto una chiusura componibile di soluzione frontale e laterale, in cristallo temperato e struttura in acciaio inox. Lei ha optato per un design minimale con guarnizioni in silicone e senza profili superiori. L’apertura scelta è a libro ma prevede anche uno sblocco esterno di sicurezza.

Luigi invece ha scelto di personalizzare il suo box doccia: grazie alla tecnologia di stampa digitale sul vetro potrai applicare alla superficie non solo motivi e disegni ma anche foto, senza rinunciare alla garanzia del cristallo temperato abbinato alla tua creatività.

Martina, invece, ha scelto per il suo bagno un box che sfrutta l’angolo, asimmetrico, e con pareti di dimensioni differenti: è una soluzione salva spazio, ideale per i bagni di piccole dimensioni. La porta scelta si apre in corrispondenza della curva e segue le linee del resto dell’arredamento. Oltre al cristallo temperato, sono stati scelti dei profili in alluminio brillantato.

Box doccia a cascata

Box doccia a cascata

Potrai sbizzarrirti anche nella scelta del getto d’acqua: riproduzioni di cascate, rubinetti multipli collocati sul soffitto, getti di diversa intensità. Tutta l’innovazione del moderno design per rendere la tua doccia un momento di grande relax.

Benvenuto nel blog di Studio61!

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Scopri cos’è Studio61 e il suo team

Maurizio Gobbin - Interior Designer e fondatore di Studio 61Dunque, prova a domandarti cosa mi spinge, ormai da tempo, ad arredare ed ideare in modo esclusivamente personalizzato gli ambienti di clienti che mi aprono le porte delle loro vite, consentendomi di familiarizzare con i loro gusti, per esaltarli nel migliore dei modi, accogliere le loro proposte per rielaborarle ed trasformarle in realtà.

Immaginare l’impegno di un team di architetti altamente qualificati, che collaborano intensamente per trasformare le tue abitudini e richieste in progetti funzionali e all’avanguardia, traendo da una sensazione, una preferenza per un colore o una forma particolare, delle soluzioni d’arredo innovative e armoniose.

Prova, infine, a filtrare il tutto attraverso l’occhio attento ed esperto di un appassionato di design che ha intrapreso la sua lunga carriera nel settore iniziando come montatore di mobili, facendo tesoro delle molteplici esperienze accumulate, sino a concretizzare il suo grande sogno.

Tutto questo è Studio61, il luogo ideale che nel rispetto di ogni “io” ridimensiona lo spazio circostante, adeguandolo alle proprie esigenze.

Arredare o ristrutturare significa proprio questo; ogni ambiente finisce col diventare un calco dell’anima: renderlo speciale ed unico spetta solo a noi.

Ogni cliente potrà dilettarsi nel gioco dei colori e delle luci, dei materiali e delle finiture, preferendo trattamenti a mano o a macchina, ideazioni su misura ma anche secondo modelli standard.
Grazie all’accuratezza artigianale delle lavorazioni, sublimata nel tempo, ed alla precisione dei nostri tecnici con il sostegno di moderni macchinari, Studio61 accompagna con dedizione ogni singola richiesta dal progetto iniziale, alla produzione e, quindi, al risultato finale.
Tutto il possibile per trasformare lo spazio abitativo in un teatro della vita privata.

Questo il nostro credo, massima la nostra competenza e serietà, ottimale il risultato.

Questo blog nasce con l’intento di tenerti continuamente aggiornato sui nostri lavori ma anche sulle tendenze e innovazioni che caratterizzano il mondo del design. Consigli, accorgimenti, piccoli trucchetti, lavori quotidiani: tutto per rendere più confortevole la tua abitazione.

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Non perdiamo tempo: benvenuto e buona lettura!

Maurizio Gobbin, Interior Design