Lampada Tolomeo

I trent’anni della Lamapda Tolomeo.

La famosa lampada firmata De Lucchi-Fassina per Artemide, sinonimo del Made in Italy, compie i suoi primi 30 anni e per festeggiare… va in esposizione ad Amburgo. D’oro vestita. Gli appassionati di design sanno che esistono oggetti che vanno oltre le mode e le tendenze.

Oggetti che in qualche modo diventano simbolo di un’epoca. Oggetti che entrano a far parte della storia. La lampada Tolomeo fa parte di questi oggetti. Correva l’anno 1987 quando i designer Giancarlo Fassina e Michele De Lucchi firmarono quella che divenne non “una lampada” ma LA lampada: un’icona del Made in Italy, talmente ricercata che nel corso degli anni è stata riprodotta in diverse varianti e colori: dalla classica da tavolo, alla declinazione da muro, da terra e sospensione, fino alla recentissima Tolomeo Maxi Terra.

Fedele riproduzione in chiave moderna della lampada a molle (per intenderci la norvegese Naska Loris) la Tolomeo si distingue per eleganza e innovazione, caratteristiche che la rendono una fra gli elementi d’arredo più desiderati. Un design unico fatto di tiranti e molle che nel 1989 le è persino valso il prestigioso premio Compasso D’oro. Ma come nasce l’iconica lampada? Cos’ha ispirato i due designer italiani? In un intervista rilasciata a Lighting Field n. 6 di Artemide, De Lucchi dichiara che “la loro creatura” è nata ispirandosi ad un immagine a dir poco bucolica: quella dei “pescatori che pescano con la lenza”.

Lampada artemide tolomeoUn’idea all’apparenza semplice, ma è bastato per far diventare questo elemento d’arredo (termine parecchio riduttivo) un vero e proprio Must diffuso in tutto il mondo: dalle case, agli uffici, passando per alberghi, set fotografici e studi di architettura. E così, nel 2017, in occasione dei suoi 30 anni, Tolomeo si tinge d’oro e vola al Architektursalon di Amburgo, location perfetta che dall’ 11 luglio ospita la mostra “30 Years of Tolomeo: Michele De Lucchi Retrospective” , un focus dedicato al famoso architetto ferrarese, alla sua collaborazione con Artemide e naturalmente all’evoluzione della sua creatura. Una piccola curiosità: il nome Tolomeo fu scelto da Ernesto Gismondi la notte prima dell’apertura del Salone del Mobile che, ispirandosi al famoso geografo, astronomo, astrologo (Tolomeo… appunto) voleva rendere l’idea di una mentalità scientifica unita alla creatività e al design.

E infine, vi svelo il suo punto di forza: Ogni pezzo può diventare una lampada indipendente. La testa da sola per esempio, se pinzata o appesa, può diventare tante altre lampade. Allora… Free your mind!

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